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Inviato: Mar Dic 12, 2017 11:24 pm    Oggetto: Ads

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Aragorn
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Registrato: 23/05/07 14:32
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MessaggioInviato: Ven Mag 02, 2008 1:23 pm    Oggetto: Intervista. Rispondi citando

Ragazzi, pubblico qui di seguito l'intervista che ho posto a Mauro Saracino. Sapete tutti, immagino, che si tratta dell'autore del romanzo horror La Casa del Demone, pubblicato dalla Asengard Edizioni.
Non è possibile rispondere a questo forum.

Eccovi l'intervista (le risposte sono subito sotto la rispettiva domanda):

INTERVISTA A MAURO SARACINO

1.Cognome e nome :
Saracino Mauro

2.Età:
29

3.Dove vivi?
Roma.

4.Ti è mai venuto in mente di cambiare città?
Direi proprio di sì. Ho vissuto un paio di anni a Londra, dove torno spesso. Mi piacerebbe trasferirmi lì in pianta stabile.

5.Cosa fai nella vita?
Un sacco di cose, ma scrivere è al primo posto.

6.E prima, cosa facevi?
Vedi sopra, tra le quali nuotare ad alto livello e cantare in svariati gruppi rock.

7.Come vivi la tua vita?
In modo abbastanza istintivo da commettere parecchi errori.

8.Parlaci brevemente della tua istruzione.
Liceo classico. Lettere moderne e infine giurisprudenza. Probabilmente mi mancheranno 7 esami per sempre.

9. Introverso o estroverso?
Dipende dai momenti e dalla compagnia. Tendente all'estroverso, comunque.

10.Allegro e dinamico o taciturno e sedentario?
Un po' tutte e due le cose. Come prima, molto dipende dalla compagnia.

11.Scrivere o leggere?
Scrivere E leggere Smile

12.Ti conosciamo tutti come scrittore. A che età hai cominciato a scrivere?
Credo di aver scritto il mio primo racconto alle scuole medie. Una specie di robaccia di fantascienza di serie B. Ricordo a malapena la storia, per fortuna.

13.Cosa hai scritto in passato?
Racconti quando ero al liceo, soprattutto di stampo fantasy. Ho anche provato a scrivere un romanzo ai tempi, ma se non ricordo male mi sono fermato a un centinaio di pagine. Dopo qualche esperienza, diciamo "particolare", ho scritto un paio di romanzi neo veristi. Infine sono tornato alla mia vera origine, con l'horror.

14.Come riesci a coniugare il tuo lavoro, i tuoi hobby con la tua passione per la scrittura?
È una cosa che viene piuttosto naturale, anche perchè senza scrivere mi sento mancare la terra sotto i piedi. È una parte di me. Sono capace anche di scrivere fino a notte inoltrata, se necessario.

15.Scrivere è sempre facile?
Assolutamente no. C'è sempre il momento in cui scarseggia l'ispirazione.

16.Cosa provi quando scrivi? E dopo?
È come se fossi nel romanzo, come una specie di spettatore invisibile. Davvero molto emozionante, anche perchè so che almeno a me non succede niente ah ah. Dopo aver scritto mi sento spossato e soddisfatto al tempo stesso, come dopo una sessione di allenamento in palestra.

17.Ti è mai successo di avere una forte ispirazione ma di non avere la possibilità di seguirla in quel dato momento?
Naturalmente! L'ispirazione purtroppo non viene a comando e fa capolino un po' quando vuole.

18.Come ti comporti in quei casi?
In genere se l'idea è buona continua a ronzarmi in testa fino a quando non la metto su carta.

19.E invece ti è mai successo di avere un blocco?
Raramente, anche se è capitato.

20.Come li risolvi?
In genere aspetto di sbloccarmi correggendo le parti già scritte. Spesso sono proprio quelle che portano a risolvere la situazione.

21.Quanto incidono, durante la stesura di un romanzo, i propri stati d’animo di quei momenti?
Per quanto mi riguarda davvero poco. Meglio rimanere freddi e gustarsi ciò che avviene senza rischiare di influenzarlo con le proprie paranoie o la propria felicità. I personaggi potrebbero sembrare un po' schizzati se andassero di pari passo con gli stati d'animo dell'autore, no?

22.Credi che uno scrittore possa essere in grado di rendersi totalmente estraneo alle cose che scrive?
Credo che sia necessario. Altrimenti scrivere diventa solo una valvola di sfogo o peggio. Non nego che scrivere sia una necessità per me, ma lungi da me l'idea di utilizzare la scrittura per evangelizzare persone (quanti mi hanno già dato del satanista senza neanche conoscermi?) o imporre il mio punto di vista.

23.Ti è mai capitato che qualcuno ti giudicasse negativamente per questa tua passione?
Quasi sempre. È stupenda questa cosa: se non sei un autore famoso è come se fosse inutile mettersi a scrivere, almeno secono il punto di vista delle persone "comuni" . Come se un autore famoso nascesse tale e non si fosse fatto anche lui la gavetta. Citando Dexter: «la gente normale è così ostile.»

24.Parliamo del tuo libro, quello pubblicato con Asengard. Raccontaci brevemente come è nato, qual era il tuo stato d’animo prima di cominciarne la stesura e quale quello durante in cui scrivevi.
«La Casa Del Demone» nasce come prequel ad un altro romanzo che avevo scritto anni fa. La stesura è stata piuttosto rapida, una volta costruito (anche se "scoperto" è forse il termine più appropriato) il personaggio di Oliver Graham. Mi sono divertito tantissimo a descrivere le peripezie di Holly (vi ho già detto che solo io posso chiamarlo così?), lo considero un personaggio con una forte personalità.

25.Hai sempre creduto che La Casa del Demone sarebbe stato un romanzo degno di essere letto? Quanto ci credevi? Mi sembra naturale crederci. Bisogna essere i primi a credere nel proprio lavoro, altrimenti si perde in partenza. Per quanto riguarda «La Casa» ero abbastanza sicuro di aver creato qualcosa di originale.

26.A quante case editrici lo avevi mandato?
Tre o quattro. Non ricordo di preciso.

27.Quanti rifiuti hai ricevuto?
Può sembrare strano (ai tempi mi sembrò MOLTO strano), ma neanche uno.

28.Ti è mai successo di fare leggere il tuo romanzo ad amici, parenti e conoscenti? Che giudizi hai ricevuto e come reagivi tu ai loro giudizi?
Ti dirò, mio fratello è il mio primo lettore e si è sorbito praticamente di tutto. Ormai è diventato il mio consigliere, anche perchè ha il coraggio di guardarmi in faccia e di dirmi: «Andiamo, questa parte è una cazzata.» Allo stesso tempo è il primo a gasarsi quando succedono cose emozionanti. Insomma ho in un lui un ottimo beta reader. Il giudizio più bello è stato forse quello di mia madre che ha letto «La Casa» mesi dopo la sua pubblicazione. Ha detto qualcosa come: «Ogni tanto dovevo fermarmi per ricordare che l'autore era mio figlio.» Fortissimo.

29.Se qualcuno ti dicesse: “Il tuo libro fa schifo” quale sarebbe la tua immediata reazione?
Dipende da chi me lo dice e perchè. Un paio di volte mi è capitato di essere criticato come scrittore per "ragioni personali". Non saprei come descrivere la mia prima reazione senza utilizzare termini impropri. Negli altri casi la cosa mi lascia piuttosto indifferente. Sono consapevole di scrivere materiale che alla fine si ama o si odia.

30.Se qualcuno ti dicesse: “Il tuo libro è meraviglioso” come reagiresti?
Gli offrirei prima una birra da parte mia e poi da parte di Graham. Poi ovviamente vorrei sapere tutto. Sono molto curioso di sapere cosa è arrivato al lettore e come. Per non parlare di tutte le teorie strampalate che mi arrivano sul sequel. Quelle proprio non posso fare a meno di ascoltarle.

31.Cosa hai provato quando la Asengard ti ha comunicato che avrebbe pubblicato il tuo romanzo?
Sensazione bellissima, indescrivibile.

32.Quando scrivevi La Casa del Demone, eri più un lettore che scriveva ciò che avrebbe voluto leggere o più uno scrittore che leggeva ciò che più avrebbe voluto scrivere? La seconda che hai detto.

33.I luoghi che descrivi sono reali o immaginari?
La casa è reale. È basata su una casa che ci spaventava da ragazzini. Ho solo dovuto riadattare i suoi contenuti in base al background di Graham.

34.Ti sei ispirato a qualcuno in particolare per creare i tuoi personaggi?
Sì. Colin Holmes ad esempio è preso da un tizio che ho visto a Londra. Immaginate un operaio stradale che se ne va in giro con un martello pneumatico in mano, sparando vari «Animalus.» Non potevo non usarlo. Mi ha dato davvero un grosso spunto.

35.Quanto di Mauro Saracino possiamo trovare nel personaggio principale, Oliver?
Tanto e poco al tempo stesso. Di sicuro è molto meno serio di me, ma più affascinante ah ah. E poi lui guida una Harley, io non sono in grado neanche di guidare il motorino.

36.E quanto negli altri?
Non saprei. Di sicuro qualcosa c'è, ma la cosa non è voluta: in genere tendo sempre a lasciare che i personaggi si comportino a modo loro.

37.Il personaggio del tuo libro che ti ispira più simpatia e quello che invece non sopporti.
Adoro Irvine e ho detestato Lemgo dal primo momento che ha aperto bocca.

38.Spiegaci il perché.
Irvine? Lo trovo spassoso. Lemgo invece è viscido solo come i deboli che si appoggiano ai forti riescono a essere.

39.Molti scrittori si affezionano ai luoghi che descrivono o ai loro personaggi, a te è successo? Raccontacene almeno un caso.
Per quanto possa sembrare strano, dato che praticamente non si vede mai nel corso del romanzo, adoro il personaggio di Tyler Jake. Incute un certo rispetto, anche solo al telefono.

40.Dicci la frase che hai esclamato quando hai messo il punto finale alla prima stesura.
«Animalus, ho finito!»

41.Qual è la frase che più ti ha colpito del tuo stesso romanzo?
Una qualunque in cui Colin Holmes storpia le parole.

42.Quali le parti che più ti hanno emozionato mentre le scrivevi e quali quelle, invece, che ti hanno annoiato?
Direi che tutto il climax finale sia emozionante. Ricordo che non riuscivo a staccarmi dalla tastiera, per vedere come andava a finire. Parti noiose? Non mi sembra ce ne siano...

43.Quando scrivevi tutte quelle scene, era la tua fantasia a dettartele o solo la tua mente che cercava di costruirle?
Niente di tutto ciò. Mi sono limitato a scrivere una storia che in qualche modo si è narrata da sola. Ho solo creato l'antefatto e studiato i personaggi.

44.Quante volte ti è capitato di entrare in camera tua e avere paura di ritrovarti davanti una scena del tuo romanzo?
Troppe volte, soprattutto di recente.

45.Come sarebbe Mauro dentro La Casa?
Mi ci vedo e male. Probabilmente inciamperei all'ingresso e mi spezzerei l'osso del collo, data la mia agilità. Se dovessi andare avanti probabilmente la prima visione sarebbe di me sposato e con prole. Che paura!

46.Un consiglio ai giovani esordienti: come costruire un personaggio affinché sia tanto reale quanto lo è Graham o gli altri personaggi che hai creato?
Non cercare di far percorrere ai personaggi dei binari prestabiliti. Meglio lasciarli fare: riservano un bel po' di sorprese, persino ai loro creatori.

47.La pubblicazione dipende, secondo te, più dalla fortuna, da ciò che scrive o da altri fattori?
Molti fattori, tra cui una determinazione di ferro. La fortuna, poi, è sicuramente condicio sine qua non.

48.Suggeriscici un insegnamento di vita.
Meglio fare e pentirsi che pentirsi di non aver fatto.

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